Liquido Amniotico (AFI)

Liquido Amniotico


redatto da P.Parisella

Il liquido amniotico, contenuto nella cavità amniotica, è l'ambiente liquido che circonda il feto, composto principalmente da acqua (98%), bilirubina, creatinina, proteine, aminoacidi, urea, acido urico, lipidi, ormoni, sali minerali. 
Il volume di liquido amniotico viene mantenuto costante, in rapporto all'epoca di gravidanza, attraverso meccanismi di produzione e di riassorbimento, rinnovandosi completamente in circa 2 ore. 
Le principali fonti di produzione di liquido amniotico sono: l'apparato urinario fetale, le ghiandole salivari, il faringe, la trachea e polmoni fetali, la membrana amniotica. 
Il riassorbimento è legato a: deglutizione del liquido da parte del feto, diffusione attraverso la membrana amniotica, assorbimento attraverso l'albero tracheo-bronchiale fetale. 
Il maggior produttore di liquido amniotico è l'apparato urinario fetale che ne produce da circa 400 ml. al giorno a 20 settimane, a 700-1000 ml. a 37 settimane. 
Il volume di liquido amniotico varia da circa 200 cc. a 16 settimane, a 600-800 cc. tra la 24a  e la 30a settimana, poi decresce  fino a circa 500 cc. a termine. 
I metodi di misurazione del liquido amniotico con l'ecografia sono vari ma i due più usati sono: misurazione dell'indice di liquido amniotico AFI (amniotic fluid index) e la misurazione della tasca massima. 
L'AFI si ottiene col metodo dei 4 quadranti: si divide la cavità amniotica in 4 quadranti tracciando una linea mediana verticale ed una linea trasversale a metà strada tra sinfisi pubica e fondo uterino; si individua la tasca di liquido più grande in ciascun quadrante, escludendo i punti dove è presente il funicolo, e si misura la massima profondità in centimetri; la somma delle quattro misurazioni rappresenta l'AFI. I valori di riferimento dell'AFI sono i seguenti: valori normali = 5-25 cm. Se il valore è tra 5-8 cm. il liquido è ai limiti inferiori della norma; se il valore  è tra 22-25 cm. si parla di liquido ai limiti superiori della norma. Al disotto dei 5 cm. si parla di oligoidramnios, al disopra dei 25 cm. si parla di polidramnios. 
L'altro metodo è quello di considerare la misurazione della tasca massima nel metodo dei 4 quadranti. I valori di riferimento della Tmax sono 2-8 cm.; se la Tmax è inferiore a 2 si parla di oligoidramnios; se la Tmax è superiore a 8 si parla di polidramnios. 


                                          


Oligoidramnios

Le cause di oligoidramnios sono varie; un liquido amniotico ai limiti inferiori della norma, quindi non un oligoidramnios, si può associare a IUGR (ritardo di crescita intrauterino) o può essere fisiologico a fine gravidanza. 
L'oligoidramnios può essere dovuto a: 
  • grave ritardo di crescita, PROM (rottura prematura delle membrane); 
  • anomalie fetali come agenesia renale bilaterale, displasia renale cistica bilaterale, ostruzioni vescicali. In tali casi la prognosi è severa: infatti l'assenza di liquido nelle settimane in cui si sviluppano i polmoni (16-26 settimane) può portare ad ipoplasia polmonare ed  a morte neonatale. 

Polidramnios

Il polidramnios può essere legato a vari meccanismi: 
  • aumentata produzione urinaria fetale come nel caso del diabete gestazionale dove vi è macrosomia fetale e polidramnios; 
  • ridotta deglutizione fetale legata a patologie del tratto gastrointestinale (atresia esofagea con o senza fistola, atresia duodenale) o ad altre  patologie malformative come l'anencefalia; 
  • malattie infettive in gravidanza possono, anche se non frequentemente, essere causa di polidramnios;
  • gravidanza gemellare biamniotica monocoriale, con trasfusione feto-fetale, dove il feto ricevente produce più urina per compensare l'aumento del volume di sangue che gli arriva in eccesso dall'altro gemello.


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